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2013/01/17

Osaka in time lapse

Bel video in time lapse che riesce a cogliere una parte del fascino di Osaka. Finalmente un video su Osaka e non su Tokyo (o Kyoto) :P


(video by Paul Hillier)

2012/03/23

La scena musicale underground di Osaka: Natsukawarock

Dopo un paio di mesi di inadempienza, ieri sera siamo tornati ad un concerto indie in uno dei locali più grezzi ed affascinanti della città, l'HOKAGE di Amerikamura. Suonavano le usagisan (che ormai conoscete bene) insieme ad un gruppo di cui fino a ieri avevamo solo sentito parlare: i 夏川ロック (natsukawarock). Avendo controllato la loro home page solo di sfuggita prima di andare al concerto, non sapevamo bene cosa aspettarci, a parte il fatto che sono un duo lei/lui e che appaiono decisamente fuori di testa. Pertanto, quando abbiamo intravisto un tipo vestito da panda che armeggiava in giro per il locale non lo abbiamo subito collegato al gruppo e abbiamo accantonato il pensiero (dopo quasi tre anni in Giappone non ti stupisci più di tanto nel vedere persone con indosso i costumi più improbabili). Bene, il panda si è rivelato essere il chitarrista della band :)
La loro musica è piuttosto aggressiva e poliedrica, mescolando le influenze più diverse in una specie di punk/rock con basi elettroniche (come al solito ogni categorizzazione è limitante, e questo è particolarmente vero per le band indie giapponesi!!). Lui suona la chitarra serafico, completamente a suo agio vestito da panda, muovendosi quel tanto che basta per evitare che la testa del costume vada fuori posto e lei... beh lei è una specie di furia che alterna voci kawaii a scream veri e propri, suonando una tastiera a tracolla quando non è impegnata a saltare contro il pubblico o a buttarsi per terra.
Tipo così... (anche se qui avevano ancora un'immagine un po' diversa, senza panda):
Devo dire che è stato un vero piacere vederli dal vivo, per l'intera durata del loro concerto. Nessun pezzo ci ha annoiati, anzi nonostante l'estrema stranezza alla fine erano anche orecchiabili.
Abbiamo comprato i loro CD, ci hanno regalato un sacco di adesivi e abbiamo chiaccherato con la cantante, che però ci ha detto... che a maggio hanno in programma di fare il loro ultimo concerto!!! Se non altro come Natsukawarock, perché vogliono sperimentare cose diverse, non abbiamo capito se ancora insieme o separatamente. Siamo riusciti ad estorcerle che dopo un anno di pausa valuteranno se riformare il gruppo, ma per il momento sembrano decisi. Peccato :(

Se vi piacciono, se volete contribuire anche voi a non lasciar sparire nel nulla un gruppo che ha tutte le caratteristiche per stupire ancora in futuro, fateglielo sapere! Scrivete un'email e/o comprate i loro CD... aiutateci a farli conoscere anche al di fuori del Giappone. Chissà che non cambino idea in futuro...

2011/10/23

Tre giorni nel cuore di Osaka

Lo scorso week-end abbiamo partecipato all'evento musicale più interessante e divertente che ci sia mai capitato da quando viviamo in Giappone: il Minami Wheel 2011. In pratica si tratta di un evento che ha visto coinvolte più di 300 band, per la maggior parte indipendenti, che hanno suonato in 21 live house distribuite nel "cuore pulsante" della musica underground di Osaka: Shinsaibashi e l'area circostante.

Il King Cobra, una delle tante live house di Amerikamura, nel cuore di Shinsaibashi

Le 21 live house che hanno partecipato al Minami Wheel 2011

L'evento è stato organizzato da FM802, una delle radio più famose del Kansai, e sponsorizzato dalla Panasonic Beauty. La sponsorizzazione massiccia da parte del colosso giapponese era evidente dalla qualità del materiale promozionale, dai libretti con il programma delle giornate, dai badge per identificare il tipo di biglietto che avevi comprato, dal sito web e dall'App per smartphone... senza contare il broadcast mediante USTREAM, gli annunci pre-registrati trasmessi in ogni live house per annunciare quali gruppi stavano per suonare nelle altre, le convenzioni con innumerevoli negozi, ristoranti e caffé nella zona... insomma un'organizzazione impressionante che deve aver richiesto investimenti impressionanti!

Il pass di Emi

I primi concerti sono iniziati la sera di venerdì 14, a partire dalle 18:30 fino alle 22:00 circa; sabato 15 è stato il giorno più "ricco", iniziando alle 14:00 e finendo sempre verso le 22:00; domenica 16 hanno iniziato alle 14:00 e hanno finito verso le 21:00, per venire incontro ai lavoratori che lunedì avrebbero dovuto alzarsi presto. Per i più convinti e fisicamente "allenati" (noi ormai siamo troppo vecchi...) c'era anche la "Midnight Edition" che iniziava verso le 22:00 per concludersi dopo l'alba, verso le 6:00!!

Ovviamente le band suonavano in contemporanea nelle 21 live house, quindi era necessario selezionare le più promettenti ed organizzarsi il tempo tra spostamenti e pause per mangiare qualcosa. E' stato comunque molto piacevole e divertente girare a piedi tra una live house e l'altra, con il badge al collo per ingressi e sconti vari, tra la popolazione alternativa di Osaka! Ora della fine abbiamo assistito alle performance di 12 band. Di seguito una breve descrizione di quelle che ci hanno colpito di più, in ordine cronologico.

Venerdì sera abbiamo iniziato l'esperienza Minami Wheel con un concerto delle nostre amiche うさぎさんの片耳ちょんぎったろか, grazie alle quali abbiamo scoperto l'esistenza dell'evento stesso. Non mi soffermo a parlare di loro, in quanto ne abbiamo già parlato qui. A fine serata, invece, abbiamo assistito alla performance spettacolare di uno degli artisti più eclettici, carismatici ed interessanti che ci sia capitato di vedere in Giappone: MIYAVI. Questo ragazzo trentenne, originario di Osaka ma attualmente residente a Tokyo, suona la chitarra con uno stile tutto suo: raramente col plettro, spesso "slappando" con le dita come se stesse suonando un basso, riesce a coprire un vastissimo spettro di generi musicali che vanno dal blues al noise più estremo. Con solo un batterista (bravo) come supporto, e decine di effetti e campionatori per mandare in loop alcuni pezzi di chitarra e costruirsi così una base, MIYAVI offre non solo uno spettacolo "musicale", ma anche intrattenimento "visuale" mediante gestualità ed espressività del volto che riescono a calamitare l'attenzione del pubblico.


I video su YouTube rendono giustizia solo parzialmente all'impatto live di MIYAVI... dato che suona spesso fuori dal Giappone, ed ha anche già suonato in Italia (due volte), consiglio fortemente di andare a vederlo se ne avete la possibilità! Ah, anche la sua pagina su Wikipedia merita una lettura.

Il secondo gruppo che ci ha colpiti molto positivamente ha suonato sabato pomeriggio in una delle live house più underground (nel vero senso della parola, dato che sono quasi tutte sottoterra) di Osaka, il Sunhall: uno spazio molto grande per essere una live house, due piani sotto il livello stradale! Il gruppo si chiama WHITE ASH, e a quanto pare sta spopolando in Giappone.


Il genere è piuttosto "heavy", e si contrappone nettamente all'immagine del cantante, che i fan hanno soprannominato "Nobita" per la sua somiglianza con il personaggio di Doraemon (infatti nel video qui sopra ogni tanto compare con la maglietta gialla e il colletto bianco) :)

Nobita

L'elemento di pregio di questo gruppo è proprio il cantante, che, a dispetto dell'apparenza dimessa (in Italia sarebbe subito additato come "sfigato" di prima categoria), sfodera una voce ed un carisma stupefacenti! Un aneddoto dal concerto: un fan ha urlato al cantante "SPOSAMI!" e lui, senza scomporsi e anzi dimostrando una buona prontezza di spirito ha risposto: "Mi spiace, sono già fidanzato con Shizuka-chan." (in Doraemon, Shizuka-chan è la ragazzina di cui Nobita è innamorato) :)

La sera di sabato ci ha visti partecipare al concerto che attendevamo di più: gli アーバンギャルド (urbangarde). Nonostante li avessimo conosciuti solo un paio di settimane prima del Minami Wheel (grazie Bisso!!!), ci hanno presi parecchio e non vedevamo l'ora di vederli dal vivo. Anche la loro performance è stata spettacolare e, anche se non hanno potuto esibirsi in alcune scene che avrebbero richiesto di avere il palco a disposizione solo per loro, ci hanno fatto volare il tempo (fin troppo! E' finito subito!!) e ci hanno lasciati con la voglia di rivederli presto ad Osaka con un concerto tutto loro.


L'unica foto che sono riuscito a fare di nascosto (era vietato) ;)

Alla fine del concerto, mentre stavano lasciando il palco, il cantante ha scattato una foto al pubblico col suo cellulare e l'ha postata sul loro canale ufficiale di Twitter: se guardate bene, potete vederci nella folla :)

Chiudo questo post con i (M)otocompo, uno dei gruppi che abbiamo visto domenica. Anche loro di Tokyo, hanno appena rivoluzionato la composizione della band (prima erano solo un ragazzo ed una ragazza, come si vede ancora sul loro sito). Nonostante questo, sono riusciti a mettere in piedi un concerto divertente e coinvolgente!


Ci sarebbero stati anche altri gruppi interessanti, ma magari ce li teniamo per un altro post!

Ege

2011/04/24

La scena musicale underground di Osaka: DODDODO

Lo so, è passato fin troppo tempo da quando ho iniziato a descrivere qui la scena musicale underground di Osaka... nel frattempo abbiamo ampliato un po' le nostre conoscenze in merito, quindi cercherò di sintetizzare le nuove esperienze in un breve post!

Dopo la nostra prima esperienza in una live house giapponese lo scorso gennaio, che ci lasciò piacevolmente sorpresi, abbiamo iniziato a frequentare abitualmente questo tipo di locali. Non avendo altre conoscenze di band emergenti giapponesi, e dato l'impressionante numero delle stesse, abbiamo deciso di seguire le due che ci erano piaciute di più (うさぎさんの片耳ちょんぎったろか e nayuta), in modo da avere la duplice opportunità di rivedere loro e di ascoltare nuovi gruppi. In effetti questa strategia ha dato i suoi frutti, infatti ormai siamo diventati amici dei nostri due gruppi preferiti (il numero di fan presenti è sempre molto limitato, e due stranieri spiccano!) e abbiamo visto un discreto numero di altre band (ogni volta ne suonano circa 4 o 5). Bisogna dire che la prima volta siamo stati molto fortunati, avendo già trovato due o tre band molto interessanti, infatti con le successive sei visite a live house ad Osaka e dintorni abbiamo trovato solo tre o quattro nuovi nomi che ci piacerebbe seguire... ma d'altra parte, è sempre più di quello che si trovava in Italia ai tempi in cui ero coinvolto in ambiti musicali (magari oggi è diverso, ma dubito che lo sia in meglio), senza contare che la qualità e la creatività della musica qui è senza dubbio superiore.

Inizialmente avevo intenzione di parlare di tre nuove band, ma vedendo che la descrizione della prima da sola stava già vanificando la definizione di "breve" per questo post, ho deciso di descrivere solo lei. Sì, "lei", in quanto la band in verità è una "one-man band", o forse sarebbe meglio definirla una "one-girl band": il suo nome è DODDODO.

(Origine: doddodo.dokkoisho.com)

DODDODO è una minuta ragazza di Osaka che dal mio punto di vista meriterebbe di essere conosciuta in ambito internazionale (più di quanto non lo sia già) in quanto non è solo una musicista, ma un'artista alternativa difficilmente paragonabile ad altri o incasellabile in categorie conosciute. DODDODO, armata solo di un paio di campionatori, si esibisce in performance live uniche che ipnotizzano e fanno muovere il pubblico, esplorando nuove frontiere musicali (cosa non semplice: ne sono rimaste ben poche inesplorate) e scoprendo uno strano ordine all'interno del caos sonoro generato dai suoi strumenti.

Foto scattata durante la performance alla quale abbiamo assistito a Kobe

L'arte musicale di DODDODO non è semplice, e mi rendo conto che molti stenterebbero a definirla "musica". Ma lasciatemi dire che, ascoltando DODDODO, non bisogna sperare di trovare quegli elementi rassicuranti che ci permettono di distinguere la musica dal rumore, la melodia dal caos, così come non si possono riconoscere facilmente rappresentazioni della realtà guardando un quadro di Mirò: bisogna semplicemente guardarlo con altri occhi.


Ho cercato a lungo qualche video che rendesse l'idea di ciò a cui abbiamo assistito durante il suo live (l'unico video che abbiamo provato a fare con la fotocamera si sente molto male), ma non è così semplice. Innanzitutto, sembra che le sue performance siano spesso molto diverse fra loro e inoltre i pochi video che avrebbero potuto rappresentare bene un live simile a quello che ci è piaciuto tanto si sentono peggio del nostro. A quanto pare le frequenze estreme prodotte dai suoi campionatori, unite agli impianti audio delle live house (spesso sovradimensionati rispetto alle piccole stanze dove si svolgono i concerti) sono troppo per i microfoni delle normali fotocamere digitali!

In ogni caso, per avere almeno un'idea di cosa sia la musica di DODDODO, potete vedere questo video, di uno dei suoi pezzi più orecchiabili: 猫がニャ~て、犬がワンッ! (che significa una cosa tipo "il gatto fa miao, il cane fa bau!").

Alcuni frammenti live che si sentono abbastanza "bene": 1 2 3 4.

Ege

P.S. il 4 maggio abbiamo in programma di andare al nostro primo festival di band indipendenti giapponesi, il COMIN'KOBE11. Mega-organizzazione, mega-sponsor, 14 palchi su cui si alternano moltissime band dalla mattina alla sera e biglietto gratuito :)

2010/08/27

Hanabi

In Giappone estate equivale a hanabi, ovvero fuochi d'artificio. In tutto il Giappone specialmente durante il mese di agosto si svolgono centinaia di natsu no matsuri (festa dell'estate) in cui si possono ammirare fuochi d'artificio.
Vicino a Osaka il primo di agosto si può ammirare lo spettacolo di fuochi d'artificio più grande del Giappone, organizzato dalla PL Kyodan (Perfect Liberty Kyodan), un movimento religioso fondato nel 1924.
Un collega di Ege, Yoshida-san (ne avete già sentito parlare qui), abita nella cittadina in questione, e per l'occasione ha invitato alcuni amici a casa sua.
Essendo lo spettacolo più grande del Giappone c'è tantissima gente, e per evitare la troppa folla siamo andati a un laghetto vicino a casa di Yoshida-san, distante circa 2 km dall'area dei fuochi. Per assicurarci una buona visuale il buon Yoshida-san ha "prenotato" il posto già di mattina (semplicemente mettendo sul prato una stuoia, che nessuno ha toccato!). Dopo un pranzo in compagnia ci siamo diretti al lago e abbiamo aspettato continuando a mangiare e bere l'inizio dello spettacolo.
Nella seconda metà del pomeriggio il parco intorno al lago si è riempito velocemente di famiglie, coppie e gruppi di amici, tutti provvisti di telo da picnic (come per l'hanami) e scorte di cibo.
Lo spettacolo è iniziato verso le 19:30-20:00 ed è durato più di un'ora. I fuochi erano molto belli, ma la cosa che ci ha colpito di più sono state le esclamazioni di stupore dei giapponesi, che per tutta la durata dello spettacolo hanno accompagnato i fuochi più spettacolari con cori di "oooooohhh!" e "aaaaaahhh!"..
Ecco un breve video, ricordatevi di alzare il volume delle casse!


Al prossimo post!
Emi

2010/06/26

Kattobaseee!

Come molti di voi sapranno, in Giappone uno degli sport più popolari è il baseball, seguito da tantissime persone e praticato credo in quasi tutte le scuole del paese.
Dato che in Italia invece il baseball è decisamente in secondo piano, quando due nostri amici ci hanno invitato ad assistere ad una partita abbiamo accettato subito.
La partita in questione era tra gli "Hanshin Tigers", squadra di Osaka, e i "Tohoku Rakuten Golden Eagles", una squadra di Sendai, città situata 400 km a nord di Tokyo. La partita si è svolta allo stadio Koshien, che è lo stadio di casa per gli Hanshin Tigers.
Il treno che abbiamo preso per raggiungere lo stadio (vicino a Kobe) era pieno di tifosi come una scatola di sardine, ma nonostante ciò l'atmosfera era tranquilla e gioiosa.
Lungo tutto il breve tratto di strada che porta dalla stazione allo stadio c'erano bancarelle di ogni genere che vendevano gadget e cibo, con l'ormai familiare vociare dei negozianti che continuano imperterriti con i loro "Irasshaimaseeee" :)
Uno degli oggetti più venduti è una coppia di piccole mazze da baseball in plastica leggera, che vengono usate per fare il tifo: c'è n'è davvero per tutti i gusti!


per i baby-fan

Prima di entrare nello stadio i nostri amici ci hanno fornito una maglia della squadra, in modo da sembrare dei veri tifosi... godetevi Ege vestito di un colore diverso dal nero!

Ege e Yasu

Emi e Chie-donna tigre

Dopo aver superato un breve controllo di sicurezza abbiamo finalmente raggiunto i nostri posti e pranzato con un delizioso bento e degli onigiri preparati da Chie. Lo stadio si è riempito velocemente, e all'inizio della partita la vista era questa:


Vedete sulla destra della panoramica una zona di colore rosso? Ecco, quelli erano gli irriducubili tifosi dei Golden Eagles in trasferta.


Ovviamente non c'era alcuna protezione tra le due tifoserie, perché allo stadio come altrove l'ordine regna sovrano.
Al di là della partita in sé, è stato molto interessante osservare svariate stranezze ostentate dai tifosi, come ad esempio "l'uomo tigre" che potete ammirare nelle foto qui sotto.


Quando gli Hanshin Tiger sono in attacco, i tifosi si lanciano in cori "personalizzati" a seconda del giocatore da incitare e seguono precisi ritmi con le mazze di plastica che avete visto sopra. Anche in questo caso ovviamente la coordinazione è assoluta, gestita dai "capi tifoseria" mediante cartelli che indicano cosa cantare, tamburi per il tempo, trombe e fischietti.

Notare l'equilibrio precario e i guanti bianchi "d'ordinanza"

かっとばせ (pronuncia: kattobasé) significa "colpisci la palla" e si canta abbinata al nome del battitore

All'inizio del settimo inning (numero fortunato in Giappone) si ha l'evento clou della partita: il gioco si ferma (!!) per permettere ai tifosi degli Hanshin Tigers di gonfiare migliaia di palloncini colorati e lanciarli in aria come segno di buon augurio. Questa è una tradizione specifica dei tifosi degli Hanshin Tigers, riproposta anche nelle partite fuori casa, escluse quelle contro i Giants a Tokyo. A Tokyo dicono che è per questioni di ordine pubblico, ma noi siamo sicuri che sia riconducibile alla profonda rivalità non solo tra le due squadre, ma tra le due città :) (se volete godervi appieno il video, alzate il volume!)


Alla fine la partita l'hanno vinta i Golden Eagles, ma bisogna dire che noi ci siamo divertiti parecchio!

Al prossimo post.
equadro

2010/04/09

Tokamachi yuki matsuri

Come ci ha giustamente ricordato Lisa nel suo commento al nostro ultimo post, ormai è arrivata la primavera e quindi è tempo di fioritura dei ciliegi. Io però sono un po' indietro con i resoconti e vorrei fare un salto indietro per poter chiudere il capitolo invernale.
Yoshida-san, un collega di Ege, è originario di una cittadina vicino a Niigata (ne avete già sentito parlare nel post su Nanami-san) che si chiama Tokamachi. Ogni anno, il terzo fine settimana di febbraio, a Tokamachi si svolge il Festival della Neve (in giapponese yuki matsuri), e lui per l'occasione va a trovare la famiglia. Quest'anno ci ha proposto di unirci a lui e alcuni suoi amici per un fine settimana lampo in mezzo alla neve.
La permanenza è stata breve, ma ci ha permesso comunque di goderci l'atmosfera.
Siamo partiti il venerdì sera da casa di Yoshida-san sulla monovolume a 7 posti del suo amico, abbiamo viaggiato per circa 7 ore con Yoshida-san e il suo amico che si alternavano al volante e siamo arrivati a Tokamachi alle 5 del mattino. Lì i genitori ci hanno offerto subito la colazione e poi siamo andati a dormire fino alle 9 del mattino. Durante la giornata abbiamo avuto modo di visitare il festival e ammirare le splendide sculture di neve. Eccone alcune:


ehm, si, ecco... magari questa non è proprio un'opera d'arte..

l'ingresso di una sala da the creata per l'occasione

l'interno della sala da the

scultura dedicata al campione di sumo Asashoryu, recentemente ritiratosi

Proseguendo il giro per la piccola cittadina, Yoshida-san ci ha mostrato una strada della quale ci aveva parlato in precedenza e che si chiama Como Dori, ovvero Via Como. Ci ha raccontato che fin da quando era bambino sapeva che in Italia c'era una città che si chiamava Como, ma non sapeva perchè ci fosse questa strada chiamata così. Tornati a casa ho fatto qualche ricerca e ho scoperto che le due città sono gemellate dal 1975 (fonte), e il motivo del gemellaggio è che entrambe sono rinomate per la produzione di seta (fonte). Nel 2005, in occasione del trentesimo anniversario del gemellaggio, da Como è partita una spedizione composta da due fuoristrada che hanno compiuto un viaggio di 18000 chilometri in tre mesi (trovate un pò di appunti di viaggio qui).

una panoramica di Como Dori

una vista di Como esposta lungo la strada (un pò datata, ma comunque d'impatto)

E così ho finalmente realizzato che anche a Como c'è una via dedicata alla città giapponese, che si chiama appunto Viale Tokamachi ed è la scalinata che sale in stazione di Como San Giovanni, dove c'è la scultura delle "manone"! E mi viene da ridere, perchè ogni volta che siamo passati di lì per andare al sushi bar (per di più!) io ed Ege ci siamo sempre chiesti che nome fosse!
Nel tardo pomeriggio siamo andati a prendere due degli amici di Yoshida-san, che avevano trascorso la giornata sulle piste da sci. Anche solo fare un piccolo tragitto in macchina diventa un'esperienza fuori dal comune!


Dopo una cena con hegi soba come piatto forte (spaghetti di grano saraceno serviti freddi su un vassoio di legno, già divisi in bocconi - potete vedere una fotografia qui), siamo andati ad assistere ad uno degli spettacoli in programma per il festival. Come scenografia per il palco ogni anno viene realizzata una scultura di neve gigantesca (nel 2005, in occasione della spedizione comasca, è stato riprodotto il Duomo di Como). Questa è stata la scenografia di quest'anno:

Abbiamo assistito al concerto di Misato Watanabe con grande sorpresa del pubblico che non sapeva fino alla sua entrata sul palco che si sarebbe esibita. A parte le canzoni che non conoscevamo e quindi non abbiamo potuto apprezzare più di tanto, siamo rimasti senza parole per il fatto che ha cantato per un'ora buona sotto la neve, senza nessuna tettoia che la proteggesse e senza mai mostrare segni di essere infastidita dalla cosa. Siamo convinti che in Italia nessuno, ma proprio nessuno sarebbe disposto a cantare o suonare in quelle condizioni. Quindi tanti complimenti a Misato che si è presentata con i tacchi(!), il cappotto slacciato e un'acconciatura elaborata che ha dovuto cedere alla neve!


Dopo il concerto siamo andati tutti insieme all'onsen (le terme) per riscaldarci e prepararci per la notte. E' stata la nostra prima esperienza in un onsen e non avevo idea di cosa fare, ma fortunatamente la mamma e le amiche di Yoshida (uomini e donne vanno in sale separate) mi hanno aiutata.
Tornati a casa abbiamo dormito come ghiri fino al mattino dopo, quando siamo dovuti ripartire alla volta di Osaka.
La permanenza è stata breve, ma molto piacevole, ed è stato davvero strano ritrovarsi a passeggiare in Via Como dall'altra parte del mondo! Ma nonostante i richiami all'Italia, persino i pupazzi di neve ti ricordano che sei in un posto completamente diverso...


Se volete, potete vedere altre fotografie sul nostro album di Picasa.
Al prossimo post, con la fioritura dei ciliegi!

2010/03/11

H&M Osaka

La settimana scorsa, precisamente il 6 marzo, qui a Osaka ha aperto il primo negozio H&M della città, settimo in Giappone e duemillesimo della catena. Sono passata lì davanti ieri pomeriggio e nonostante la pioggia e il freddo (tornati prepotentemente dopo un falso annuncio di primavera) c'era una coda lunghissima di persone in attesa di entrare in piccoli gruppetti. La fila era gestita in modo perfetto da alcuni addetti in divisa, e come sempre i giapponesi mi stupiscono per la loro pazienza, la perfetta organizzazione e per il fatto che nessuno cerca mai di fare il furbo e passare davanti agli altri. Ecco un piccolo video a riguardo


Emi

2010/02/23

Himeji - L'ultimo Samurai tour

Domenica scorsa siamo stati invitati a Himeji per visitare il castello (Patrimonio dell'umanità, protetto dall'UNESCO) e il Tempio Engyoji sul monte Shosha, dove sono state girate delle scene del film "L'ultimo Samurai" con Ken Watanabe, Tom Cruise, Hiroyuki Sanada e Koyuki.
Il castello di Himeji è stato la prima tappa della giornata: questa è la vista che ci ha accolti appena scesi dalla macchina e usciti dal parcheggio.

All'interno del primo cerchio di mura si trova un parco, molto frequentato in primavera perchè pieno di alberi di ciliegio: provate a immaginarvi lo spiazzo enorme che vedete qui sotto tutto rosa e blu elettrico (il rosa dei fiori, ovviamente, il blu elettrico dei teli che si stendono per terra per il pic nic) e un sacco di gente che mangia, beve e fa il karaoke!

l'ingresso del parco

il parco visto dal castello

Il percorso per raggiungere l'edificio principale è piuttosto ingarbugliato, e si attraversano almeno altri 4 cerchi di mura. Può capitare di incontrare un ninja armato di katana che fa "swinn swinn" che colpisce visitatori a caso e si dilegua nel giro di tre secondi, tempo insufficiente per riprendersi dalla sorpresa e cercare di fotografarlo... (scusate..)
All'ingresso dell'edificio principale tutti si devono togliere le scarpe (che si mettono in un sacchetto di plastica e ci si porta appresso durante la visita) e indossare delle pantofole in modo da non rovinare i pavimenti.
Il castello infatti non è una ricostruzione in cemento come spesso capita qui in Giappone, ma la struttura è ancora l'originale in legno.

le grandi tavole in legno dei pavimenti


armature in esposizione

Il castello da aprile verrà chiuso per lavori di restauro, durante i quali verrà smontato pezzo per pezzo e poi riassemblato. Cercheremo di fare un'altra visita per la fioritura dei ciliegi, speriamo di farcela!
La nostra visita è proseguita nei giardini Koko-en, costruiti nel 1992 a fianco del castello nell'area che era la residenza ovest del signore. Il giardino è composto da 9 giardini separati, la cui pianta rispecchia quella della residenza del signore e dei samurai nel periodo Edo.
L'inverno non è il momento migliore per visitarli, ma ci si delizia comunque la vista e viene voglia di tornare in primavera :)


un meraviglioso bonsai esposto

panoramica di uno dei giardini

Dopo i giardini il tour è proseguito verso il monte Shosha, sul quale si trova il tempio Shoshazan-Engyoji. Avete presente la residenza di Katsumoto (Watanabe), dove Algren (Cruise) viene condotto ogni volta che deve parlare con lui? Ecco, proprio quella.
Per raggiungere la cima della montagna si prende una funivia e poi dall'ingresso del complesso si cammina per circa 20 minuti (in alternativa è possibile prendere un bus). Ecco la salita in funivia (attenzione a chi soffre di vertigini)


Lungo il percorso che conduce ai vari edifici del complesso ci sono diverse statue raffiguranti divinità: una statua in particolare, raffigurante il Buddha, è stata usata in una scena del film.


Proseguendo lungo il percorso si arriva al Maniden, un tempio piuttosto grande costruito su una piattaforma il legno dello stesso tipo del tempio Kiyomizu-dera di Kyoto. Sfortunatamente l'originale è bruciato nel 1921, e ciò che si vede adesso è una ricostruzione del 1932.

portale alla fine del primo sentiero

il Maniden

piuttosto imponente, vero?

E finalmente si arriva ai tre edifici disposti a "C" usati come residenza di Katsumoto. Non si tratta di templi, ma di edifici destinati alla formazione dei monaci e auditorium. Le strutture in legno sono state smontate e riassemblate negli anni '50 e '60, ma restano comunque le originali.

a sinistra il Jogyodo, al centro il Jikido, a destra il Daikodo

il porticato del Jogyodo (a sinistra nella panoramica sopra)

una scena del film "L'ultimo Samurai" (fonte)

l'interno del Jikido (edificio al centro)

vista dal secondo piano del Jikido (edificio al centro) sulla corte

il giardinetto che si vede tra i due edifici nella panoramica sopra fa da sfondo a questa scena del film (fonte)

un'altra scena del film (fonte)

La giornata si è conclusa con una cena a casa di Hayashi-san, che ci ha invitati e portati in giro tutto il giorno, seguita da una visione di gruppo de "L'ultimo Samurai" per apprezzare ancora una volta i bellissimi luoghi (e il film, che mi piace tantissimo).

林さん, ありがとうございました!

Al prossimo post
emi

P.S.: per chi fosse interessato ecco una pagina di Wikipedia su Saigō Takamori a cui il film è ispirato.

2010/02/08

Umeda Sky Building #2

La prima visita all'Umeda Sky Building di cui vi abbiamo scritto nel post del 13 dicembre, sembra molto più lontana dei circa due mesi che sono passati in effetti. In questo lasso di tempo abbiamo avuto occasione di visitarlo altre due volte, una con Giulia e Melissa, l'altra con Markus durante la sua breve permanenza qui per un lavoro in collaborazione con il capo di Ege.
Entrambe le visite sono state buone occasioni per produrre altro materiale foto-video (muniti di piccolo cavalletto ;) ).
Ecco quindi una raccolta di foto e video realizzati da equadro, Giulia e Markus (che ringraziamo anche per la foto del paesaggio urbano che abbiamo usato come banner).
La vista dal basso del grattacielo all'arrivo l'avete già ammirata qui, ma se si arriva quando è già buio può capitare di trovare una sorpresa:

confesso che la prima volta non mi sono nemmeno accorta delle torri di acciaio lucido... (foto by Markus)

L'ascensore che conduce al Floating Garden è vetrato per quasi tutto il percorso di salita, e Giulia non si è fatta scappare l'occasione per un video:


Usciti dall'ascensore è necessario prendere la per me famigerata scala mobile sospesa nel nulla... Notate come Ege si guarda intorno tranquillo mentre io (un gradino più avanti di lui) non mi giro mai e continuo a guardare davanti a me :). Anche questo video è girato da Giulia.


Questa è una delle mie viste preferite perchè ci sono due edifici bellissimi con delle cupole dorate (un poco a sinistra rispetto alla torre bianca e rossa)


Ma anche guardare il fiume e osservare l'andirivieni di treni sui ponti è interessante..


Ci sono poi alcune cose pensate appositamente per le coppie: delle poltroncine con scaletta da cui osservare il tramonto e una strana saletta dove ci si può sedere (rigorosamente in coppia) e godersi delle installazioni luminose con tanto di indicazioni all'ingresso.



Inoltre per i più "moccio-amorosi" (grazie a Gianluca Nicoletti per questa splendida definizione!) c'è la possibilità di comprare un lucchetto a forma di cuore con i nomi di lei e lui incisi e agganciarlo sul tetto del Floating Garden con sosta su poltroncina dedicata (in questo caso meglio dopo il tramonto, più romantico).





Come vi abbiamo già detto però, è quando inizia a calare il sole che si apprezza maggiormente il fatto di essere in alto.

una vista così è impossibile dalla strada..

una porzione del panorama sopra in versione notturna (con riflesso dell'obiettivo nella finestra)

le cupole dorate

di notte i ponti dedicati ai veicoli su ruote si fanno notare di più

guardando verso est (foto by Markus)

Ad un certo punto però arriva il momento di tornare a casa e la seconda scala mobile della giornata sembra un pò meno pericolosa, con la sua "luce in fondo al tunnel"..


emi