Altre letture importanti che consigliamo, ancora una volta, a chiunque voglia indagare più a fondo sul rapporto tra i media occidentali (soprattutto italiani) e la tragedia seguita al terremoto dell'11 Marzo (questa volta tratte da nicolaingiappone - grande Nicola!):
Apriamo gli occhi, prima parte. "L'ha detto il televisore": la catastrofe vista dalla stampa
Apriamo gli occhi, seconda parte. La verità sull'emergenza umanitaria nel Tōhoku e sullo stato degli aiuti
Apriamo gli occhi, terza parte. "Apocalisse"
Apriamo gli occhi, quarta parte. Mythbusters - Miti Da Sfatare, prima puntata: "Tsunami a Tokyo?"
In particolare il secondo post è da leggere assolutamente per rendersi conto di quante e quali nazioni hanno dato il loro supporto al Giappone (e soprattutto di quali non l'hanno fatto... no comment).
Ege
Visualizzazione post con etichetta televisione. Mostra tutti i post
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2011/04/02
2011/03/22
Emozioni
Ascoltando la recente puntata di Melog 2.0 sul Giappone (che potete ascoltare qui) sono venuto a conoscenza di questo bel blog di Flavio Parisi, italiano a Tokyo: Pesceriso
Ha scritto molto dal giorno del terremoto. Dato che mi ha emozionato per cio' che scrive e, soprattutto, per come lo scrive, consiglierei a chi fosse interessato di leggere tutti i suoi post a partire da questo e venendo via via verso i più recenti (cliccate sul titolo di destra appena sotto il riepilogo del numero di commenti per leggere il post successivo)
Ho anche fatto una selezione dei post che mi sono piaciuti di piu', inclusi quelli che confermano ulteriormente (se ce ne fosse ancora bisogno) la differenza tra Italia e Giappone in merito al disastro e alla diffusione di notizie. Lo so, sono tanti... vi ho detto che mi e' piaciuto ;)
Emozioni
Ohayou san
Qui non scrivete commenti polemici senò non ne usciamo più
L'umanesimo
Guadagnati nuovi lettori? bene
Ascolta i cretini?
Lamentarsi
Ironia
綾さん
Come dice Hillmann
Ege
P.S. stavo per commentare l'ennesimo articolo catastrofista, ma vedo che ci ha gia' pensato albino (fa piacere vedere questi sforzi in comune per riportare la visione italiana del Giappone entro termini reali!)
Ha scritto molto dal giorno del terremoto. Dato che mi ha emozionato per cio' che scrive e, soprattutto, per come lo scrive, consiglierei a chi fosse interessato di leggere tutti i suoi post a partire da questo e venendo via via verso i più recenti (cliccate sul titolo di destra appena sotto il riepilogo del numero di commenti per leggere il post successivo)
Ho anche fatto una selezione dei post che mi sono piaciuti di piu', inclusi quelli che confermano ulteriormente (se ce ne fosse ancora bisogno) la differenza tra Italia e Giappone in merito al disastro e alla diffusione di notizie. Lo so, sono tanti... vi ho detto che mi e' piaciuto ;)
Emozioni
Ohayou san
Qui non scrivete commenti polemici senò non ne usciamo più
L'umanesimo
Guadagnati nuovi lettori? bene
Ascolta i cretini?
Lamentarsi
Ironia
綾さん
Come dice Hillmann
Ege
P.S. stavo per commentare l'ennesimo articolo catastrofista, ma vedo che ci ha gia' pensato albino (fa piacere vedere questi sforzi in comune per riportare la visione italiana del Giappone entro termini reali!)
2011/03/17
Il "dovere della paura"
In questi ultimi giorni abbiamo avuto modo di assistere ad un evento molto particolare: l'instillazione e la gestione della paura da parte di alcuni media italiani negli animi dei nostri connazionali.
Innanzitutto spazziamo via ogni dubbio: con questo testo non intendiamo negare che quello che e' successo a nord-est del Giappone sia una tragedia. Abitiamo in questo meraviglioso paese da quasi due anni, e dato che ormai il Giappone e la popolazione giapponese sono entrati nel nostro cuore, non possiamo non sentirci afflitti vedendo le immagini e leggendo le notizie che arrivano dalle prefetture colpite dal disastro.
Tuttavia, avendo modo di vivere nella nazione che secondo alcuni media italiani e' ormai da qualche giorno "sprofondata nel panico", "terrorizzata", "in un incubo", eccetera, non possiamo fare a meno di notare una discrepanza tra cio' che viene scritto e cio' che vediamo e sentiamo in prima persona. Dato che questa discrepanza ci tocca direttamente, visto che fa aumentare esponenzialmente la preoccupazione dei nostri famigliari e dei nostri amici, lasciateci chiarire un paio di questioni: "il Giappone" e "i giapponesi" non sono affatto terrorizzati. Non abbiamo alcun dubbio che la popolazione che risiede nelle prefetture colpite sia distrutta, affranta per le perdite subite e preoccupata per le radiazioni che fuoriescono dai reattori nucleari danneggiati: non vogliamo affatto sminuire la tragedia che stanno affrontando. Quello che sembra non essere chiaro ad alcuni giornalisti nostrani e' che Miyagi e Fukushima NON sono il Giappone. Cosi' come il terremoto dell'Aquila non ha devastato l'Italia, cosi' come Katrina non ha devastato gli Stati Uniti, il terremoto e lo tsunami di qualche giorno fa non hanno devastato il Giappone. Allo stesso modo, il pericolo di contaminazione da radiazioni non ha gettato il Giappone nel terrore, come pare che alcuni giornalisti credano (o vogliano farci credere). I giapponesi con i quali abbiamo modo di interagire sono molto (ma molto) piu' tranquilli di come ci sentiamo noi dopo aver letto anche solo i titoli della home page di Repubblica (citiamo questa testata perche' e' quella che controlliamo, ormai quasi automaticamente, quando vogliamo sapere "che si dice in Italia" - ovvero sempre piu' di rado...). Un esempio, home page di Repubblica, 15 marzo:
Al di la' del fatto che chiamare "esplosione nucleare" le esplosioni che sono avvenute ai reattori di Fuskushima e' fuorviante (e lo conferma il giorno dopo - 16 marzo - l'ex ministro per l'Energia atomica Ievgheni Adamov, le cui parole, riportate proprio da Repubblica, sono: "Garantisco che un'esplosione nucleare non puo aver luogo")...
Ma prendiamo in considerazione l'ipotesi che chi ha scelto il titolo fosse poco concentrato su quello che stava scrivendo (d'altro canto, con tutto questo panico non e' semplice mantenere calma e sangue freddo dall'altra parte del pianeta rispetto alla "esplosione nucleare"). "Il Giappone ha paura" e "il terrore si sta diffondendo in tutta la nazione"?!? Il 15 marzo, mentre Repubblica titolava cosi', io (ege) ero seduto ad un tavolo con alcuni colleghi giapponesi, i quali, ben lungi dall'essere terrorizzati, ridevano e scherzavano chiaccherando di svariati argomenti. Il piu' pensieroso ero io e alla mia domanda "ma non siete preoccupati che qualcosa di simile possa accadere in futuro anche nel Kansai?", la risposta e' stata: "dopo aver affrontato questo disastro sapremo come evitarlo in futuro". E giu' a parlare d'altro. Il bello e' che non sono casi isolati: girando per Osaka la sensazione diffusa e' proprio la stessa. Estrema calma, analisi razionale di quello che sta accadendo (di certo non "Incubo" o "Apocalisse") e fiducia incrollabile nella propria nazione (che sia questa la chiave che manca a noi italiani per capirli?).
Insomma, dopo il terremoto, lo tsunami e durante l'emergenza nucleare a nord di Tokyo, le popolazioni piu' terrorizzate sono quelle occidentali. Come si spiega? Di sicuro il ruolo dei media e' stato fondamentale nel diffondere il panico. Giusto per capirci, da cittadino italiano mi aspetterei che gli organi di informazione italiani mi rendessero l'unico servizio che dovrebbe essere alla base della loro esistenza: fornire informazioni il piu' possibile accurate, tempestivamente, evitando di seminare panico. Se poi queste informazioni fossero tali da spingere *me* a decidere di abbandonare il Giappone, ben venga (anche se dubito che lo farei tanto facilmente: abbiamo degli amici qui). Ma deve essere una mia decisione, maturata sulla base delle informazioni *affidabili* che ho ricevuto. E' chiaro che i giornalisti e le testate giornalistiche hanno anche il ruolo di fornire opinioni sui fatti che accadono. Ma queste opinioni non dovrebbero surclassare e mettere da parte la parte piu' preziosa del loro operato: l'informazione. Se sono interessato all'opinione del giornalista tal dei tali in merito all'energia nucleare, mi leggo il suo articolo. Ma mi sembra inutile dire che quando un disastro come quello che e' avvenuto colpisce una zona vicina a dove vivo, posso essere interessato, ad esempio, a sapere se e quale livello di radiazioni c'e' a Tokyo, non a sorbirmi la retorica pro/anti-nucleare e la minimizzazione/allarmismo che la alimenta.
Il fallimento di Repubblica nel fornirci informazioni adeguate ci ha spinti a cercare altre fonti d'informazione, che fortunatamente abbiamo trovato sul sito dell'Ambasciata Italiana a Tokyo (anche se bisogna dire che gia' alcuni giornali statunitensi sono stati utili per ridimensionare le cose). Nelle prossime immagini e' possibile vedere un esempio del "nucleo" informativo che e' stato letteralmente occultato e distorto dalla retorica anti-nucleare (nel nostro caso). Alla fine siamo arrivati ad usare la home page dell'ambasciata come fonte di informazioni... sara' anche uno dei suoi compiti in caso d'emergenza, ma certo e' che se alcuni giornalisti si fossero degnati di mettere da parte la retorica e fornire qualche informazione utile ci sarebbe risultato piu' semplice:
1) capire cosa stava succedendo
2) capire quale fosse il pericolo effettivo per chi non risiedeva nelle zone colpite
3) tranquillizare le nostre famiglie e i nostri amici
4) capire la reazione dei giapponesi

Possono esserci svariate motivazioni che hanno spinto alcuni giornali a reagire in questo modo, tra le quali:
1) ignoranza della geografia del Giappone (in particolare per quanto riguarda le distanze)
2) fobia maggiore riguardo all'energia atomica rispetto all'unica nazione che ha subito due attacchi nucleari
3) svariati interessi nello strumentalizzare l'avvenimento per motivi politici / interessi economici
4) aumento delle vendite / dei click
5) ...
Potrebbe ovviamente essere un insieme di motivazioni, tuttavia il titolo di questo post, ispirato da un articolo pubblicato sul sito di Repubblica, ci fa sospettare che una delle tre motivazioni elencate qui sopra sia preponderante rispetto alle altre. Potrebbe anche essere condivisibile l'idea del senso di responsabilita' generato da un sano confronto con la paura: cionondimeno sarebbe stato preferibile, almeno ai nostri occhi, dare priorita' all'informazione durante il disastro, e lasciare le elucubrazioni, la filosofia e la propaganda a tempi successivi.
equadro
P.S. ci conforta sapere che non siamo gli unici italiani in Giappone a vederla cosi' (consigliamo *vivamente* la lettura dei seguenti post a chi voglia farsi un'idea *realistica* di come si stesse in Giappone nei giorni scorsi):
Il blog di albino - La città viva e morta
Il blog di albino - Pizzafilia e la stampa nuclear-scandalistica
Il blog di albino - Nuclearismo 1987 vs 2011
Mainichi Tonari Shinbun 3 - Tonari, sei l’ultimo italiano rimasto a Takasago, ti prego scappa
Milano vs. Tokyo - Il caos calmo di Tokyo In fila per fuggire sul treno
P.S.: Scusate se l'impaginazione dovesse essere un po' diversa, ma sto copia-incollando il testo che mi ha mandato Ege, che dalla Cina non riesca ad accedere a blogger, da un Mac in giapponese prestato dal cognato di Chieko, quindi sono un po' in difficolta'... Gomenne!
emi
aggiornamento: ok, ora sono di nuovo a casa sul mio pc e ho sistemato tutti i link. Buona lettura.
Innanzitutto spazziamo via ogni dubbio: con questo testo non intendiamo negare che quello che e' successo a nord-est del Giappone sia una tragedia. Abitiamo in questo meraviglioso paese da quasi due anni, e dato che ormai il Giappone e la popolazione giapponese sono entrati nel nostro cuore, non possiamo non sentirci afflitti vedendo le immagini e leggendo le notizie che arrivano dalle prefetture colpite dal disastro.
Tuttavia, avendo modo di vivere nella nazione che secondo alcuni media italiani e' ormai da qualche giorno "sprofondata nel panico", "terrorizzata", "in un incubo", eccetera, non possiamo fare a meno di notare una discrepanza tra cio' che viene scritto e cio' che vediamo e sentiamo in prima persona. Dato che questa discrepanza ci tocca direttamente, visto che fa aumentare esponenzialmente la preoccupazione dei nostri famigliari e dei nostri amici, lasciateci chiarire un paio di questioni: "il Giappone" e "i giapponesi" non sono affatto terrorizzati. Non abbiamo alcun dubbio che la popolazione che risiede nelle prefetture colpite sia distrutta, affranta per le perdite subite e preoccupata per le radiazioni che fuoriescono dai reattori nucleari danneggiati: non vogliamo affatto sminuire la tragedia che stanno affrontando. Quello che sembra non essere chiaro ad alcuni giornalisti nostrani e' che Miyagi e Fukushima NON sono il Giappone. Cosi' come il terremoto dell'Aquila non ha devastato l'Italia, cosi' come Katrina non ha devastato gli Stati Uniti, il terremoto e lo tsunami di qualche giorno fa non hanno devastato il Giappone. Allo stesso modo, il pericolo di contaminazione da radiazioni non ha gettato il Giappone nel terrore, come pare che alcuni giornalisti credano (o vogliano farci credere). I giapponesi con i quali abbiamo modo di interagire sono molto (ma molto) piu' tranquilli di come ci sentiamo noi dopo aver letto anche solo i titoli della home page di Repubblica (citiamo questa testata perche' e' quella che controlliamo, ormai quasi automaticamente, quando vogliamo sapere "che si dice in Italia" - ovvero sempre piu' di rado...). Un esempio, home page di Repubblica, 15 marzo:
Al di la' del fatto che chiamare "esplosione nucleare" le esplosioni che sono avvenute ai reattori di Fuskushima e' fuorviante (e lo conferma il giorno dopo - 16 marzo - l'ex ministro per l'Energia atomica Ievgheni Adamov, le cui parole, riportate proprio da Repubblica, sono: "Garantisco che un'esplosione nucleare non puo aver luogo")...
Ma prendiamo in considerazione l'ipotesi che chi ha scelto il titolo fosse poco concentrato su quello che stava scrivendo (d'altro canto, con tutto questo panico non e' semplice mantenere calma e sangue freddo dall'altra parte del pianeta rispetto alla "esplosione nucleare"). "Il Giappone ha paura" e "il terrore si sta diffondendo in tutta la nazione"?!? Il 15 marzo, mentre Repubblica titolava cosi', io (ege) ero seduto ad un tavolo con alcuni colleghi giapponesi, i quali, ben lungi dall'essere terrorizzati, ridevano e scherzavano chiaccherando di svariati argomenti. Il piu' pensieroso ero io e alla mia domanda "ma non siete preoccupati che qualcosa di simile possa accadere in futuro anche nel Kansai?", la risposta e' stata: "dopo aver affrontato questo disastro sapremo come evitarlo in futuro". E giu' a parlare d'altro. Il bello e' che non sono casi isolati: girando per Osaka la sensazione diffusa e' proprio la stessa. Estrema calma, analisi razionale di quello che sta accadendo (di certo non "Incubo" o "Apocalisse") e fiducia incrollabile nella propria nazione (che sia questa la chiave che manca a noi italiani per capirli?).
Insomma, dopo il terremoto, lo tsunami e durante l'emergenza nucleare a nord di Tokyo, le popolazioni piu' terrorizzate sono quelle occidentali. Come si spiega? Di sicuro il ruolo dei media e' stato fondamentale nel diffondere il panico. Giusto per capirci, da cittadino italiano mi aspetterei che gli organi di informazione italiani mi rendessero l'unico servizio che dovrebbe essere alla base della loro esistenza: fornire informazioni il piu' possibile accurate, tempestivamente, evitando di seminare panico. Se poi queste informazioni fossero tali da spingere *me* a decidere di abbandonare il Giappone, ben venga (anche se dubito che lo farei tanto facilmente: abbiamo degli amici qui). Ma deve essere una mia decisione, maturata sulla base delle informazioni *affidabili* che ho ricevuto. E' chiaro che i giornalisti e le testate giornalistiche hanno anche il ruolo di fornire opinioni sui fatti che accadono. Ma queste opinioni non dovrebbero surclassare e mettere da parte la parte piu' preziosa del loro operato: l'informazione. Se sono interessato all'opinione del giornalista tal dei tali in merito all'energia nucleare, mi leggo il suo articolo. Ma mi sembra inutile dire che quando un disastro come quello che e' avvenuto colpisce una zona vicina a dove vivo, posso essere interessato, ad esempio, a sapere se e quale livello di radiazioni c'e' a Tokyo, non a sorbirmi la retorica pro/anti-nucleare e la minimizzazione/allarmismo che la alimenta.Il fallimento di Repubblica nel fornirci informazioni adeguate ci ha spinti a cercare altre fonti d'informazione, che fortunatamente abbiamo trovato sul sito dell'Ambasciata Italiana a Tokyo (anche se bisogna dire che gia' alcuni giornali statunitensi sono stati utili per ridimensionare le cose). Nelle prossime immagini e' possibile vedere un esempio del "nucleo" informativo che e' stato letteralmente occultato e distorto dalla retorica anti-nucleare (nel nostro caso). Alla fine siamo arrivati ad usare la home page dell'ambasciata come fonte di informazioni... sara' anche uno dei suoi compiti in caso d'emergenza, ma certo e' che se alcuni giornalisti si fossero degnati di mettere da parte la retorica e fornire qualche informazione utile ci sarebbe risultato piu' semplice:
1) capire cosa stava succedendo
2) capire quale fosse il pericolo effettivo per chi non risiedeva nelle zone colpite
3) tranquillizare le nostre famiglie e i nostri amici
4) capire la reazione dei giapponesi

Possono esserci svariate motivazioni che hanno spinto alcuni giornali a reagire in questo modo, tra le quali:1) ignoranza della geografia del Giappone (in particolare per quanto riguarda le distanze)
2) fobia maggiore riguardo all'energia atomica rispetto all'unica nazione che ha subito due attacchi nucleari
3) svariati interessi nello strumentalizzare l'avvenimento per motivi politici / interessi economici
4) aumento delle vendite / dei click
5) ...
Potrebbe ovviamente essere un insieme di motivazioni, tuttavia il titolo di questo post, ispirato da un articolo pubblicato sul sito di Repubblica, ci fa sospettare che una delle tre motivazioni elencate qui sopra sia preponderante rispetto alle altre. Potrebbe anche essere condivisibile l'idea del senso di responsabilita' generato da un sano confronto con la paura: cionondimeno sarebbe stato preferibile, almeno ai nostri occhi, dare priorita' all'informazione durante il disastro, e lasciare le elucubrazioni, la filosofia e la propaganda a tempi successivi.
equadro
P.S. ci conforta sapere che non siamo gli unici italiani in Giappone a vederla cosi' (consigliamo *vivamente* la lettura dei seguenti post a chi voglia farsi un'idea *realistica* di come si stesse in Giappone nei giorni scorsi):
Il blog di albino - La città viva e morta
Il blog di albino - Pizzafilia e la stampa nuclear-scandalistica
Il blog di albino - Nuclearismo 1987 vs 2011
Mainichi Tonari Shinbun 3 - Tonari, sei l’ultimo italiano rimasto a Takasago, ti prego scappa
Milano vs. Tokyo - Il caos calmo di Tokyo In fila per fuggire sul treno
P.S.: Scusate se l'impaginazione dovesse essere un po' diversa, ma sto copia-incollando il testo che mi ha mandato Ege, che dalla Cina non riesca ad accedere a blogger, da un Mac in giapponese prestato dal cognato di Chieko, quindi sono un po' in difficolta'... Gomenne!
emi
aggiornamento: ok, ora sono di nuovo a casa sul mio pc e ho sistemato tutti i link. Buona lettura.
2010/02/28
Allarme Tsunami
Stamattina siamo stati svegliati dai nostri cellulari che hanno ricevuto alle 9:30 una mail di allerta per il rischio tsunami. Ci siamo alzati e dopo una veloce ricerca su Google abbiamo saputo del devastante terremoto in Cile, preceduto e seguito da due scosse in Giappone, nell'isola di Ryukyu, vicino a Okinawa.

uno screenshot dal sito del INGV mostra le scosse in Cile

uno altro screenshot dell'INGV mostra le scosse in Giappone
Tutti i canali televisivi che riusciamo a ricevere mostrano in sovraimpressione su qualunque programma (comprese le Olimpiadi) una cartina del Giappone con le coste a rischio evidenziate in diversi colori. La NHK in questo momento sta mandando a ripetizione annunci in giapponese, inglese, cinese e portoghese indicando le coste a rischio e l'altezza prevista delle onde (3 metri per le coste più esposte, 1 metro per le coste interne, come Osaka).
Al telegiornale hanno mostrato le operazioni di allertamento e mitigazione, tra cui evacuazione di alcuni centri abitati, chiusura di enormi paratie sulle coste e poliziotti che pattugliano le coste per avvisare la popolazione. Stiamo sentendo ora dalla voce inglese che questo è il primo "major warning" per tsunami da 17 anni a questa parte.
Ecco una fotografia del televisore sintonizzato sulla NHK.
Al telegiornale hanno mostrato le operazioni di allertamento e mitigazione, tra cui evacuazione di alcuni centri abitati, chiusura di enormi paratie sulle coste e poliziotti che pattugliano le coste per avvisare la popolazione. Stiamo sentendo ora dalla voce inglese che questo è il primo "major warning" per tsunami da 17 anni a questa parte.
Ecco una fotografia del televisore sintonizzato sulla NHK.

E' la prima volta che assistiamo ad una situazione di allarme come questa, e bisogna dire che la reazione giapponese sembra alquanto efficiente (come è lecito aspettarsi).
Questo ci ricorda anche che da bravi italiani non abbiamo ancora preparato lo zaino per le emergenze in caso di terremoto.... sarà il caso di provvedere in fretta!
In caso di ulteriori sviluppi vi terremo aggiornati.
equadro
AGGIORNAMENTO (ore 19:00 locali): Ci sono state onde di 1,20 metri nella prefettura di Iwate, nella zona più a nord dell'Honshu, l'isola principale del Giappone. 320.000 persone sono state evacuate in precedenza, e non ci sono feriti o vittime (fonte).
AGGIORNAMENTO 2 (02 marzo 2010): scusate, non abbiamo più dato notizie... L'allarme tsunami è rimasto per tutta domenica, e lunedì mattina una nuova mail ci ha informati che tutto era rientrato. Da casa ci chiedono se abbiamo sentito delle scosse, (ce ne sono state nelle Filippine e al largo del Giappone), ma fortunatamente qui è tutto tranquillo.
Questo ci ricorda anche che da bravi italiani non abbiamo ancora preparato lo zaino per le emergenze in caso di terremoto.... sarà il caso di provvedere in fretta!
In caso di ulteriori sviluppi vi terremo aggiornati.
equadro
AGGIORNAMENTO (ore 19:00 locali): Ci sono state onde di 1,20 metri nella prefettura di Iwate, nella zona più a nord dell'Honshu, l'isola principale del Giappone. 320.000 persone sono state evacuate in precedenza, e non ci sono feriti o vittime (fonte).
AGGIORNAMENTO 2 (02 marzo 2010): scusate, non abbiamo più dato notizie... L'allarme tsunami è rimasto per tutta domenica, e lunedì mattina una nuova mail ci ha informati che tutto era rientrato. Da casa ci chiedono se abbiamo sentito delle scosse, (ce ne sono state nelle Filippine e al largo del Giappone), ma fortunatamente qui è tutto tranquillo.
2009/12/06
Tarantino in kimono per SoftBank
Il regista cult Quentin Tarantino appare in questi giorni in televisione in uno spot per una compagnia telefonica giapponese. Qualche giorno fa avremmo voluto scrivere due righe in proposito ma non avevamo un video da mostrarvi. Oggi Repubblica ha ripreso il fatto, e quindi vi potete gustare lo spot a questa pagina.
Fantastico sentire che si autodefinisce "Tara-chan"!!! ^__^
Buona visione!
equadro
p.s.: se questo spot vi sembra strano, state tranquilli, c'è ben di peggio! Magari riusciremo a farvene vedere qualcuno...
Fantastico sentire che si autodefinisce "Tara-chan"!!! ^__^
Buona visione!
equadro
p.s.: se questo spot vi sembra strano, state tranquilli, c'è ben di peggio! Magari riusciremo a farvene vedere qualcuno...
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