2014/01/01

Novità per il 2014

Il 2014 si appresta ad essere un anno di grandi cambiamenti per noi. Avendo informato le nostre famiglie e amici, é arrivato il momento di farlo sapere anche ai nostri lettori che non ci conoscono di persona.

Da aprile torneremo a vivere in Italia, concludendo cosí questa esperienza di quattro anni e mezzo in Giappone.
I motivi che ci hanno portato a fare questa scelta sono diversi e spaziano dal lavoro alla vita privata. La decisione non é stata facile, sia per la situazione attuale italiana che non invita a rientrare, sia per il fatto che lasciare il Giappone ci dispiace, essendo stata un'occasione per fare tante esperienze che altrimenti sarebbero state impossibili.
In un futuro post magari entreremo piú nel dettaglio nelle motivazioni, per ora vi diciamo solo che abbiamo tirato le somme e messo sulla bilancia i nostri pro e contro sul restare qui e rientrare in Italia, e l'Italia ha vinto.

Nel frattempo noi continuiamo a goderci la nostra permanenza, e in questi primi giorni di gennaio torneremo a fare i turisti con una coppia di amici italiani che é venuta qui per passare il Capodanno. Tanti posti conosciuti da mostrare, posti nuovi da scoprire (anche per noi, si), gente da incontrare, amici da salutare, concerti da vedere...

Insomma, anche quest'anno sarà entusiasmante e auguriamo di nuovo a tutti di iniziarlo nel migliore dei modi!
Vi salutiamo con una foto scattata tre giorni fa a Kyoto, al tempio Ninnaji, che abbiamo visto per la prima volta con una spruzzata di neve.
Emi e Ege

Buon 2014!

Buon anno del cavallo a tutti i nostri lettori, ai regolari che aspettano da mesi un nuovo post, agli occasionali che ci guardano ogni tanto, e a quelli che hanno perso la speranza e ci hanno tolto dalla loro lista.
A tutti あけましておめでとうございます!

Emi e Ege


2013/08/18

ポイントを溜まろう!Raccogliamo punti!

Verso la fine di giugno io e Ege siamo tornati in Italia per tre settimane, dopo un'assenza di circa un anno e mezzo.
Prima di partire ho svuotato il mio portafogli di tutte le cose che non mi sarebbero servite in Italia, o che non volevo rischiare di perdere. Una volta rientrata in Giappone ho rimesso tutto a posto e mi sono resa conto della quantità di tessere punti in mio possesso.
In quattro anni di permanenza in Giappone ne ho accumulata una piccola collezione. Non so se in Italia siamo arrivati a questi livelli, ma qui in Giappone ogni negozio ha la sua tessera punti (perfino le lavanderie!). Nel caso dei centri commerciali le tessere che si possono usare spesso diventano due, una del centro commerciale da usare ogni volta che si fa un acquisto, e una del singolo negozio.
La maggior parte delle tessere è di plastica e delle dimensioni di un bancomat, qualche volta è di cartoncino e di dimensioni leggermente fuori standard, mentre i design sono molto vari.
Il funzionamento è sempre lo stesso: man mano si fanno acquisti si accumulano punti e una volta raggiunta una certa soglia i punti diventano yen di sconto. Non mi è mai capitato di trovare un negozio che regalasse qualcosa una volta accumulato un certo numero di punti, come invece capita nei supermercati italiani, quindi niente servizi di bicchieri di cristallo o piatti o piccoli elettrodomestici e via dicendo.
Ecco una carrellata di tutte le tessere che ho raccolto.


Le due in alto sono riconoscibili, dato che L'Occitane e The Body Shop ci sono anche in Italia. La tessera in basso a sinistra è di FANCL, un negozio giapponese di cosmetici, mentre quella a destra è del mio parrucchiere.


Le tessere in alto sono di due drug store, Drug Segami e Drug Store Akakabe. Quella in basso a sinistra è della lavanderia a secco e quella a destra di una piccola catena di negozi che vendono alimentari importati.


La Sisley la riconoscete, a destra Natural Beauty Basic, un negozio giapponese di abbigliamento.


In alto due tessere di centri commerciali, il Namba Parks e il Lucua. In basso a sinistra la tessera dell'Osaka Station City Cinema, multisala che si trova sopra il Lucua, mentre in basso a sinistra quella di un negozio di articoli da cucina.


Watami è una catena di izakaya. Le altre due tessere sono di due caffetterie, Nord Kaffe e SAINTMARC Café.


In alto a sinistra Nitori, negozio tipo Semeraro ma senza il design italiano (però le tende sono molto carine e filtrano i raggi UV!), in alto a destra Tokyu Hands, dove si possono comprare accessori per la casa, cosmetici, detersivi, valigie, giochi, oggetti di cartoleria e materiali per hobbistica.
In basso invece Bic Camera e Yodobashi Camera, due catene di megastore di elettronica.


Infine la tessera più bella di tutte, fatta in una trattoria di yakitori (dove i piatti sono tutti a base di pollo) in cui ogni volta che si andava bastava mostrare la tessera al cameriere e si riceveva una porzione di cetrioli in salamoia gratis, oltre all'accumulare punti. Kyuri in giapponese vuol dire cetriolo, quindi la tessera è la "Tessera dei membri del club del cetriolo" :D
Notate la versione kawaii del kappa (figura mitologica giapponese) che coltiva i cetrioli, li raccoglie e li cucina, esattamente come vengono serviti nella trattoria! Purtroppo questa trattoria si trova vicino alla casa dove abitavamo prima e quindi adesso non usiamo più la tessera, ma è così bella che non abbiamo avuto il coraggio di buttarla, e credo che non lo faremo mai!

Quale sia la nostra tessera preferita direi che è chiaro, qual'è la vostra?
Alla prossima!
Emi

2013/01/17

Osaka in time lapse

Bel video in time lapse che riesce a cogliere una parte del fascino di Osaka. Finalmente un video su Osaka e non su Tokyo (o Kyoto) :P


(video by Paul Hillier)

2013/01/02

Buon 2013!

Siamo in ritardo di un giorno, ma vi facciamo tanti auguri di buon anno del serpente!
Sono ormai mesi che non scriviamo sul blog, ma in effetti le cose che vale la pena di raccontare con questo mezzo non sono molte. Ci sarebbero alcune cose rimaste in sospeso, per le quali non ho ancora trovato la voglia (soprattutto) e il tempo, ma per il resto la nostra vita è entrata in una routine e non ci sono così tante novità come nei primi due anni passati in Giappone.

Approfitto dell'occasione per parlarvi un pò delle cartoline di auguri per l'anno nuovo, visto che mi sono resa conto che non ho mai spiegato come funziona in Giappone. In Giappone è importante inviare una cartolina di auguri per l'anno nuovo, che si chiama 年賀状 nengajyo, a familiari, amici, conoscenti, clienti... Gli auguri sono solo per l'anno nuovo e non per Natale, dato che in Giappone il Natale non conta.
All'inizio di novembre si inizia a trovare nei negozi e negli uffici postali l'occorrente per le cartoline: si va dalle cartoline prestampate (l'equivalente dei nostri biglietti che si comprano in cartoleria) alle cartoline bianche che vengono stampate a casa, ai set di timbri, adesivi, decorazioni e inchiostri vari per fare delle cartoline a mano.
I layout variano molto a seconda delle persone, per esempio chi scrive bene può fare un biglietto tradizionale scritto con il pennello, chi disegna bene fa tutto a mano, chi non disegna bene a mano libera ma gli piace fare del piccolo "bricolage" (io, per esempio) compra i timbri e poi colora a mano.
Se durante l'anno ci si è sposati si può mettere una fotografia del matrimonio, se si hanno dei bambini si possono mettere delle loro fotografie, in modo che chi sta lontano possa seguire i progressi della crescita.
In ogni caso c'è sempre un riferimento all'animale dello zodiaco cinese relativo, quindi nel 2010 è stata la tigre, nel 2011 il coniglio, nel 2012 il drago e nel 2013 il serpente. Vi faccio vedere alcuni esempi di cartoline che abbiamo ricevuto.

La prima è una cartolina del 2011, anno del coniglio. Ci è stata mandata da un collega di Ege. La cartolina è stata disegnata da lui e dalla figlia (entrambi molto bravi a disegnare) e rappresenta gli "Usa-ranger" (Usagi è il coniglio) cioè il collega di Ege, la moglie e le due figlie. Fate caso alle orecchie, richiamo dell'animale dell'anno ;)
La seconda è una cartolina del 2012, anno del drago, mandata da un'amica. La loro bimba era la protagonista della cartolina, e in basso ci sono due cavallucci marini, che per ragioni a me ignote sono equiparati al drago...
La terza è una versione più classica per il 2013, anno del serpente, inviata da un altro collega di Ege.
L'ultima è sempre una cartolina per il 2013 inviata dal mio parrucchiere. Tutto lo staff del negozio è presente e la proprietaria è quella in basso a destra con il kimono, seduta in modo formale. Anche qui c'è il riferimento al serpente.
Di solito si scrive un breve messaggio sul fronte della cartolina in aggiunta alle frasi formali già stampate. A volte si stampa già l'indirizzo del mittente, in modo da non doverlo scrivere a mano sul retro. Ovviamente i messaggi delle cartoline di esempio sono stati cancellati.

Altro aspetto da tener presente: se durante l'anno che sta per finire c'è stato un lutto in famiglia non si mandano le cartoline di auguri, e gli altri dovrebbero evitare di mandarcene una. Di solito all'inizio di dicembre chi ha avuto il lutto invia una cartolina diversa in cui dice che non manderà le cartoline di buon anno e chiede gentilmente agli altri di astenersi dall'inviare la cartolina a loro volta. Questo funziona bene tra giapponesi, ma con noi che siamo stranieri no, quindi ci è capitato di mandare la cartolina a degli amici e non riceverne una da loro, e scoprire poi al primo incontro dell'anno che avevano avuto un lutto di cui non eravamo a conoscenza.
Per concludere, ecco la nostra cartolina per il 2013, presente in parte nel banner ma che metto anche qui come sempre.
Akemashite omedetou gozaimasu!
あけましておめでとうございます!

A presto
emi

2012/07/06

Kiken desu! キケンです!

Mina-san, konnichiwa! Ohisashiburidesune!

Buongiorno a tutti! Da quanto tempo non scriviamo niente su questo blog... 
Un post veloce per prendere la mano con il nuovo layout di blogger (lo so, è uscito mesi fa, ma non sono stata molto presente...) in vista di un post più ricco. 

Il Giappone è un paese molto tecnologico, lo sapete, e i giapponesi spendono gran parte del loro tempo usando qualcosa di tecnologico, il cellulare, l'iPad, la Nintendo DS, ecc... 
I giapponesi però sono anche molto sbadati, immersi ognuno nel proprio mondo e senza bisogno di prestare attenzione a quello che li circonda più di tanto. 
Di conseguenza in tutte le stazioni ci sono avvisi per ricordare di fare attenzione a non cadere sui binari e finire sotto il treno in arrivo... Niente di nuovo, per carità, però il design di questo avviso mi è piaciuto particolarmente quindi ecco qui:


A presto!
Emi

e magari la prossima volta riuscirò a mettere l'immagine centrata...

2012/05/23

Da Osaka al Giappone. Dal Giappone al mondo.

Non possiamo che essere felici nel vedere uno dei nostri gruppi emergenti preferiti farsi strada dalle live house di Osaka, dove a volte eravamo parte di un pubblico di cinque o sei persone, alla distribuzione nazionale e, perché no, globale: le うさぎさんの片耳ちょんぎったろか (usagisan no katamimi chongittaroka) hanno trovato un'etichetta e il loro secondo album è stato lanciato su Amazon e Tower Records!
おめでとうございます!

2012/04/10

Aggiornamenti tecnici / 3

Tutto ciò che abbiamo imparato riguardo alla scena musicale giapponese underground (e non) è riassunto nella pagina Indie music in Japan; è in inglese per cercare di aiutare i nostri gruppi preferiti a diffondersi anche all'estero. Potete trovare il link nella colonna di destra, in alto.

Ege

2012/03/23

La scena musicale underground di Osaka: Natsukawarock

Dopo un paio di mesi di inadempienza, ieri sera siamo tornati ad un concerto indie in uno dei locali più grezzi ed affascinanti della città, l'HOKAGE di Amerikamura. Suonavano le usagisan (che ormai conoscete bene) insieme ad un gruppo di cui fino a ieri avevamo solo sentito parlare: i 夏川ロック (natsukawarock). Avendo controllato la loro home page solo di sfuggita prima di andare al concerto, non sapevamo bene cosa aspettarci, a parte il fatto che sono un duo lei/lui e che appaiono decisamente fuori di testa. Pertanto, quando abbiamo intravisto un tipo vestito da panda che armeggiava in giro per il locale non lo abbiamo subito collegato al gruppo e abbiamo accantonato il pensiero (dopo quasi tre anni in Giappone non ti stupisci più di tanto nel vedere persone con indosso i costumi più improbabili). Bene, il panda si è rivelato essere il chitarrista della band :)
La loro musica è piuttosto aggressiva e poliedrica, mescolando le influenze più diverse in una specie di punk/rock con basi elettroniche (come al solito ogni categorizzazione è limitante, e questo è particolarmente vero per le band indie giapponesi!!). Lui suona la chitarra serafico, completamente a suo agio vestito da panda, muovendosi quel tanto che basta per evitare che la testa del costume vada fuori posto e lei... beh lei è una specie di furia che alterna voci kawaii a scream veri e propri, suonando una tastiera a tracolla quando non è impegnata a saltare contro il pubblico o a buttarsi per terra.
Tipo così... (anche se qui avevano ancora un'immagine un po' diversa, senza panda):
Devo dire che è stato un vero piacere vederli dal vivo, per l'intera durata del loro concerto. Nessun pezzo ci ha annoiati, anzi nonostante l'estrema stranezza alla fine erano anche orecchiabili.
Abbiamo comprato i loro CD, ci hanno regalato un sacco di adesivi e abbiamo chiaccherato con la cantante, che però ci ha detto... che a maggio hanno in programma di fare il loro ultimo concerto!!! Se non altro come Natsukawarock, perché vogliono sperimentare cose diverse, non abbiamo capito se ancora insieme o separatamente. Siamo riusciti ad estorcerle che dopo un anno di pausa valuteranno se riformare il gruppo, ma per il momento sembrano decisi. Peccato :(

Se vi piacciono, se volete contribuire anche voi a non lasciar sparire nel nulla un gruppo che ha tutte le caratteristiche per stupire ancora in futuro, fateglielo sapere! Scrivete un'email e/o comprate i loro CD... aiutateci a farli conoscere anche al di fuori del Giappone. Chissà che non cambino idea in futuro...

2012/03/19

Postee Italiaaneee!

Dovendo spedire un paio di lettere in Italia per lavoro, ho deciso di ricorrere all'efficiente spedizione EMS dal Giappone. Normalmente spediamo lettere e pacchi mediante EMS ai nostri amici/parenti che vivono a Como facendoli recapitare in un ufficio postale in Canton Ticino (non c'è nemmeno bisogno di una casella postale): con questo piccolo trucco, l'EMS arriva puntualmente dopo 2-3 giorni e il destinatario puo' andare comodamente a ritirarla in Svizzera (Como e' proprio a due passi dal confine).

Questa volta non ho potuto ricorrere al suddetto trucchetto perche' i destinatari non vivono a Como o dintorni, ma ho provato lo stesso a spedire in Italia. Non so ancora dire se e quando le due lettere arriveranno a destinazione, perche' ho fatto la spedizione giovedi' scorso (15 marzo)... tuttavia quando ho cercato di tracciare le due spedizioni ho notato un avviso che mi avvertiva che la destinazione scelta era tra quelle dove si prevedono ritardi. L'avviso aveva un link verso questa pagina. Riporto uno screenshot qui sotto per riferimento futuro (chissa' che un giorno l'Italia non sia rimossa dalla lista!).

E' interessante notare che, a livello globale, le destinazioni per le quali si possono prevedere ritardi sono solo 6 e che insieme all'Italia figurano Haiti, Colombia, Paraguay, Georgia e la Striscia di Gaza. C'e' anche una colonna recante il motivo del probabile ritardo: tra i piu' che comprensibili "Terremoto", "Situazione politica", "Caos nella Striscia di Gaza", eccetera, onestamente fa un po' strano leggere, per l'Italia, "A causa dei controlli doganali piu' severi" (!!!)




Piu' severi rispetto a cosa poi? Rispetto al Giappone? Svizzera? Germania? :)

ege

2012/01/02

Buon 2012!

In Giappone il 1° gennaio è già passato, ma approfitto del fuso orario italiano per fare in tempo tanti auguri di buon anno nuovo a tutti i nostri lettori (e non) da parte mia e di Ege.
Purtroppo nel preparare le valigie per venire in Italia per le feste mi sono dimenticata di metterci la solita cartolina di auguri, quindi quest'anno non posso preparare un banner a tema.
Prometto che provvederò appena tornati in quel di Osaka m(_ _)m

Intanto buon anno del drago a tutti!
emi e ege

aggiornamento del 15/01: ecco il banner e in previsione della sua sostituzione da qui a un pò, metto già anche un'immagine della cartolina, come fatto gli altri anni.  

2011/12/03

Aggiornamenti tecnici / 2

Abbiamo finalmente aggiornato Picasa e aggiunto un paio di video al nostro canale YouTube. Come avrete già notato, in alto a destra ci sono due pulsanti che vi portano direttamente alle rispettive pagine.

In particolare, le nuove foto contengono alcuni elementi interessanti che per un motivo o per l'altro non abbiamo mai descritto qui sul blog, quindi vi consigliamo di dare un'occhiata!

Ad esempio:

Il pratico distributore di batterie.

Da Fuki village, Koyacho, Wakayama

La biblioteca del whisky.

Da Suntory Yamazaki Distillery, Osaka Prefecture

Jigen.

Da Comiket, Tokyo Big Sight

Soggetto non identificato.

Da Comiket, Tokyo Big Sight

E tanto altro ^^

equadro

2011/11/11

Purikura

Una delle cose che avevo omesso dal post precedente è che durante il Minami Wheel non abbiamo solo visto e ascoltato un sacco di gruppi interessanti: abbiamo anche imparato una nuova parola in giapponese: プリクラ (purikura).

"Purikura" è una delle tante contrazioni tra due parole (o abbreviazioni di parole singole) che rendono questa lingua più elastica di quanto ci si potrebbe aspettare quando si inizia a studiarla. I giapponesi, infatti, amano contrarre le parole in modo che ne risulti una più breve, più efficiente e, a volte, più kawaii (carina) delle parole originarie. Uno dei primi esempi che abbiamo incontrato quando siamo arrivati in Giappone è "Kankū", che abbrevia "Kansai Kokusai Kūkō" (Kansai International Airport). Altri esempi includono:

"konbini", che sta per "konbiniensu sutoa" (convenience store);
"rimokon", per "rimōto kontorōrā" (remote control, il telecomando);
"eakon", per "ea kondishonaa" (air conditioner) e così via.

Ci sono anche esempi famosi a livello globale, come per esempio:

"pokemon", che abbrevia "poketto monsutā" (Pocket Monsters);
"anime", per "animēshon" (animation).

Altri esempi, in un certo senso sempre globali, ma meno famosi ;)

"Burapi", "Buraddo Pitto" (Brad Pitt);
"Jimihen", "Jimi Hendorikkusu" (Jimi Hendrix).

Ne trovate una lista qui.

Ma sto divagando... dicevamo, con "purikura" ci si riferisce a dei macchinari simili alle nostre cabine per fototessera, ma pensati per produrre foto kawaii e personalizzabili con scritte, simbolini, eccetera (da "purinto kurabu" - Print Club). La componente kawaii è data dal fatto che queste macchine, essendo pensate primariamente per le ragazze delle scuole medie/superiori (/università/...), modificano automaticamente la dimensione degli occhi, rendendoli più grandi e tondi, e il colore della pelle, rendendola più chiara e immacolata. Una volta scattata una serie di fotografie, le si personalizza mediante dei computer touchscreen installati sulle cabine stesse, aggiungendo scritte colorate ed effetti vari. Le foto poi possono essere sia inviate al proprio cellulare, per esempio da usare come sfondo, sia stampate. Le stampe possono essere anche fatte su carta adesiva, in dimensioni minuscole (~1 cm), in modo da poterle incollare sui cellulari stessi. Ecco alcuni esempi scelti da Google. Se non ho capito male, per estensione si chiamano "purikura" anche le foto stesse.

Ebbene, cosa c'entrano le purikura con il Minami Wheel? E' presto detto: durante l'evento ci è capitato di incontrare per strada due membri di una delle nostre band preferite, le うさぎさんの片耳ちょんぎったろか. Dato che stavamo andando a vedere lo stesso gruppo, abbiamo deciso di fare la strada assieme e, durante il tragitto, ci hanno chiesto se volessimo andare con loro a scattare delle purikura. Dopo aver capito cosa significasse la strana parola, ovviamente abbiamo accettato!

Ecco l'aggiunta delle scritte...


... e il taglio delle mini-foto.


E il risultato? Beh, alle nostre amiche è piaciuto tanto che l'hanno pubblicato sul loro sito :)
Dalla loro homepage, se cliccate su "days" -> "20111024" -> "phot" potrete ammirare le nostre prime purikura in tutto il loro splendore (si, ero completamente spaesato... diciamo che mi sentivo un po' fuori luogo. Ma è stato divertente!).

A dire la verità ne manca una... forse perché c'era scritto il nome del gruppo che stavamo per andare a vedere, e per qualche motivo a me oscuro hanno preferito non metterla. Comunque la si intravede su uno dei due schermi qui sopra :)

Ege

2011/10/23

Tre giorni nel cuore di Osaka

Lo scorso week-end abbiamo partecipato all'evento musicale più interessante e divertente che ci sia mai capitato da quando viviamo in Giappone: il Minami Wheel 2011. In pratica si tratta di un evento che ha visto coinvolte più di 300 band, per la maggior parte indipendenti, che hanno suonato in 21 live house distribuite nel "cuore pulsante" della musica underground di Osaka: Shinsaibashi e l'area circostante.

Il King Cobra, una delle tante live house di Amerikamura, nel cuore di Shinsaibashi

Le 21 live house che hanno partecipato al Minami Wheel 2011

L'evento è stato organizzato da FM802, una delle radio più famose del Kansai, e sponsorizzato dalla Panasonic Beauty. La sponsorizzazione massiccia da parte del colosso giapponese era evidente dalla qualità del materiale promozionale, dai libretti con il programma delle giornate, dai badge per identificare il tipo di biglietto che avevi comprato, dal sito web e dall'App per smartphone... senza contare il broadcast mediante USTREAM, gli annunci pre-registrati trasmessi in ogni live house per annunciare quali gruppi stavano per suonare nelle altre, le convenzioni con innumerevoli negozi, ristoranti e caffé nella zona... insomma un'organizzazione impressionante che deve aver richiesto investimenti impressionanti!

Il pass di Emi

I primi concerti sono iniziati la sera di venerdì 14, a partire dalle 18:30 fino alle 22:00 circa; sabato 15 è stato il giorno più "ricco", iniziando alle 14:00 e finendo sempre verso le 22:00; domenica 16 hanno iniziato alle 14:00 e hanno finito verso le 21:00, per venire incontro ai lavoratori che lunedì avrebbero dovuto alzarsi presto. Per i più convinti e fisicamente "allenati" (noi ormai siamo troppo vecchi...) c'era anche la "Midnight Edition" che iniziava verso le 22:00 per concludersi dopo l'alba, verso le 6:00!!

Ovviamente le band suonavano in contemporanea nelle 21 live house, quindi era necessario selezionare le più promettenti ed organizzarsi il tempo tra spostamenti e pause per mangiare qualcosa. E' stato comunque molto piacevole e divertente girare a piedi tra una live house e l'altra, con il badge al collo per ingressi e sconti vari, tra la popolazione alternativa di Osaka! Ora della fine abbiamo assistito alle performance di 12 band. Di seguito una breve descrizione di quelle che ci hanno colpito di più, in ordine cronologico.

Venerdì sera abbiamo iniziato l'esperienza Minami Wheel con un concerto delle nostre amiche うさぎさんの片耳ちょんぎったろか, grazie alle quali abbiamo scoperto l'esistenza dell'evento stesso. Non mi soffermo a parlare di loro, in quanto ne abbiamo già parlato qui. A fine serata, invece, abbiamo assistito alla performance spettacolare di uno degli artisti più eclettici, carismatici ed interessanti che ci sia capitato di vedere in Giappone: MIYAVI. Questo ragazzo trentenne, originario di Osaka ma attualmente residente a Tokyo, suona la chitarra con uno stile tutto suo: raramente col plettro, spesso "slappando" con le dita come se stesse suonando un basso, riesce a coprire un vastissimo spettro di generi musicali che vanno dal blues al noise più estremo. Con solo un batterista (bravo) come supporto, e decine di effetti e campionatori per mandare in loop alcuni pezzi di chitarra e costruirsi così una base, MIYAVI offre non solo uno spettacolo "musicale", ma anche intrattenimento "visuale" mediante gestualità ed espressività del volto che riescono a calamitare l'attenzione del pubblico.


I video su YouTube rendono giustizia solo parzialmente all'impatto live di MIYAVI... dato che suona spesso fuori dal Giappone, ed ha anche già suonato in Italia (due volte), consiglio fortemente di andare a vederlo se ne avete la possibilità! Ah, anche la sua pagina su Wikipedia merita una lettura.

Il secondo gruppo che ci ha colpiti molto positivamente ha suonato sabato pomeriggio in una delle live house più underground (nel vero senso della parola, dato che sono quasi tutte sottoterra) di Osaka, il Sunhall: uno spazio molto grande per essere una live house, due piani sotto il livello stradale! Il gruppo si chiama WHITE ASH, e a quanto pare sta spopolando in Giappone.


Il genere è piuttosto "heavy", e si contrappone nettamente all'immagine del cantante, che i fan hanno soprannominato "Nobita" per la sua somiglianza con il personaggio di Doraemon (infatti nel video qui sopra ogni tanto compare con la maglietta gialla e il colletto bianco) :)

Nobita

L'elemento di pregio di questo gruppo è proprio il cantante, che, a dispetto dell'apparenza dimessa (in Italia sarebbe subito additato come "sfigato" di prima categoria), sfodera una voce ed un carisma stupefacenti! Un aneddoto dal concerto: un fan ha urlato al cantante "SPOSAMI!" e lui, senza scomporsi e anzi dimostrando una buona prontezza di spirito ha risposto: "Mi spiace, sono già fidanzato con Shizuka-chan." (in Doraemon, Shizuka-chan è la ragazzina di cui Nobita è innamorato) :)

La sera di sabato ci ha visti partecipare al concerto che attendevamo di più: gli アーバンギャルド (urbangarde). Nonostante li avessimo conosciuti solo un paio di settimane prima del Minami Wheel (grazie Bisso!!!), ci hanno presi parecchio e non vedevamo l'ora di vederli dal vivo. Anche la loro performance è stata spettacolare e, anche se non hanno potuto esibirsi in alcune scene che avrebbero richiesto di avere il palco a disposizione solo per loro, ci hanno fatto volare il tempo (fin troppo! E' finito subito!!) e ci hanno lasciati con la voglia di rivederli presto ad Osaka con un concerto tutto loro.


L'unica foto che sono riuscito a fare di nascosto (era vietato) ;)

Alla fine del concerto, mentre stavano lasciando il palco, il cantante ha scattato una foto al pubblico col suo cellulare e l'ha postata sul loro canale ufficiale di Twitter: se guardate bene, potete vederci nella folla :)

Chiudo questo post con i (M)otocompo, uno dei gruppi che abbiamo visto domenica. Anche loro di Tokyo, hanno appena rivoluzionato la composizione della band (prima erano solo un ragazzo ed una ragazza, come si vede ancora sul loro sito). Nonostante questo, sono riusciti a mettere in piedi un concerto divertente e coinvolgente!


Ci sarebbero stati anche altri gruppi interessanti, ma magari ce li teniamo per un altro post!

Ege

2011/09/29

Random post #02: s'ha da fare o non s'ha da fare?

Questo mese sono andata a trovare un'amica che non vedevo da prima del trasloco, e ho scoperto una cosa interessante.
Questa amica abita in un condominio e il giorno che sono andata da lei c'erano degli operai che stavano montando un ponteggio per fare dei lavori sulle facciate. All'ingresso del condominio c'era questo cartello


A cosa serve, chiederete voi. Semplice, dice in che appartamenti si può stendere il bucato sul balcone e in quali no. La mia amica abita al 504, quindi quel giorno ha potuto stendere sul balcone. L'appartamento sopra il suo, il 604 invece, non ha potuto. Ogni giorno il cartellone viene aggiornato, e addirittura le indicazioni per il giorno dopo vengono esposte la sera del giorno prima, in modo che chi torna a casa dal lavoro la sera sa già cosa potrà fare la mattina seguente. Come si vede nella legenda in alto a sinistra sulla foto, le magliette verdi sono le indicazioni per il giorno corrente, mentre quelle arancio sono per il giorno seguente. Quindi, la sera di quel giorno qualcuno si sarà preso la briga di sostituire tutte le magliette verdi con quelle arancio, e la mattina dopo le avrà sostituite di nuovo con quelle verdi, e così via. E infatti vicino al cartellone c'era un contenitore con tante tesserine in ogni combinazione possibile: oggi/va bene, oggi/non va bene, oggi/forse, domani/va bene, domani/non va bene, domani/forse.


I giapponesi hanno un modo tutto loro (ovviamente) di indicare "va bene" e "non va bene". Il "va bene" si indica con un cerchio (maru まる), il "non va bene" con una X (batsu ばつ), e addirittura usano un triangolo per indicare quello che non è ancora deciso o poco chiaro. Questi simboli vengono usati dappertutto, dalla scuola per la correzione dei compiti, al lavoro, nel programmare un meeting, sui cartelloni pubblicitari, ecc. Noi occidentali usiamo i simboli un pò come ci pare, mentre per i giapponesi non è concepibile che ci siano dubbi su cosa voglia dire un determinato simbolo, quindi tutti li usano allo stesso modo.
Ricordo che quando studiavamo giapponese in Italia con Mimi-sensei, mi faceva sempre una strana impressione vedere i cerchi rossi sul mio quadermo perchè mi sembrava che fossero tutti errori.

"the pen is on the table"-"the dog is brown": non c'è scritto esattamente quello, ma la profondità di pensiero è simile...

E dopo essermi sottoposta volontariamente al pubblico ludibrio, vi saluto.
Alla prossima!
Emi

2011/09/01

Due anni in Giappone

E' la solita frase banale, lo so, ma è proprio vero che il tempo vola, e infatti sono già passati due anni dal nostro sbarco in Giappone il primo settembre del 2009...
Ricordo perfettamente le ore di attesa negli aereoporti di transito, la lotteria prima di salire sull'aereo dell'ANA che stava per compiere il suo ultimo viaggio (prima del pensionamento... non è precipitato subito dopo!), lo stordimento durante il viaggio in bus e taxi dall'aereoporto alla guest house, con la bocca aperta e gli occhi sgranati che cercavano di captare più cose possibili dal finestrino, la prima cena con il capo di Ege, venuto a prenderci all'aereoporto, in un ristorante di sushi dove il menu era scritto tutto a mano senza una foto, la prima volta in un konbini per comprare la colazione per il giorno dopo..
l'arrivo all'aereoporto di Narita
E poi il pianto della prima notte, il rendersi conto per davvero che tutte le persone amiche sono dall'altra parte del mondo, il jet-lag che non ti lascia dormire fino alle 5 del mattino, la prima spesa al supermercato con Sachiko-san lasciando fare tutto a lei perchè non riesci a leggere niente sulle confezioni, e i nostri vicini della guest house Nicolas e Geraldine che ci mostrano i dintorni...Ma poi i giorni passano e inizi a riconoscere le strade, cominci a esplorare la città, prendi la metropolitana per la prima volta, inizi a capire in quali negozi andare, ti rendi conto che sei riuscito a leggere la tua prima insegna in giapponese (in realtà non era niente di che, era solo "sigarette" scritto in hiragana), inizi timidamente a dire qualche parola in giapponese, e i giapponesi ti sorridono sempre..
era davvero solo "sigarette"...
Dopo due anni tante cose sono cambiate: abbiamo fatto due traslochi, l'ultimo all'inizio di agosto, spostandoci da Osaka a Hirakata, città di solo 400.000 abitanti (Osaka ne ha circa 2.600.000, Como quasi 85.000 e Brescia quasi 200.000), più comoda per il nuovo lavoro di Ege e anche per il mio.
l'esterno della casa nuova (fonte: Google Street View)
Il lavoro appunto, con Ege che ha interrotto la borsa di studio JSPS e ha iniziato a lavorare all'Università di Kyoto, e io che ho trovato un part-time in una scuola di italiano a Kyoto.
E poi gli amici, in due anni abbiamo conosciuto tantissime persone, giapponesi e non, che ci hanno aiutato e ci aiutano in molte occasioni, ci hanno insegnato tanto e con i quali abbiamo condiviso tante esperienze. Adesso le persone amiche non sono più solo dall'altra parte del mondo, ma ce ne sono anche qui :) Ed è soprattutto grazie a loro che ci siamo sentiti e ci sentiamo a casa.

2011/07/13

Random post #01 - Treno e buone maniere

Dato che ultimamente l'ispirazione manca, scrivo questo post random.. Ci sono tante novità per me e Ege, arrivate e in arrivo, ma vi chiedo di portare pazienza ancora un pò. Nel frattempo, ecco a voi il post random.

Domenica pomeriggio, mentre eravamo su un treno JR, ho speso 15 minuti per tradurre la scritta di un poster affisso all'interno della carrozza.
Il cartello è l'ottavo di una serie realizzata dalla JR West per ricordare ai viaggiatori il rispetto delle regole di buona educazione. La regola di questa volta è il non tenere il volume delle cuffie troppo alto, in modo da non disturbare le persone accanto.


La scritta si legge "Otomore wa nashi de!" e vuol dire qualcosa tipo "Senza perdita di suono". 音 oto vuol dire suono o rumore, 漏 more vuol dire perdita (come in perdita di gas) ナシで nashi de vuol dire senza.
E nashi è proprio la parola più importante di questo poster, perchè scritta com'è in katakana (alfabeto fonetico) può essere letta come "senza" (il cui kanji è 無し) ma anche come "pera" (梨), giustificando quindi la pera in testa all'orso.
Ovviamente c'è un sito internet per questa campagna, nel quale potete vedere tutti i poster precedenti (e scaricarne alcuni come wallpaper) e i video promozionali.
E' fantastica e tipicamente giapponese l'attenzione ai particolari che e' stata messa nella realizzazione di questa campagna, creando una serie di personaggi e rendendo divertente un argomento come questo.
Per esempio, la pera nashi è un prodotto tipico della prefettura di Tottori, servita dalla rete JR West, e il personaggio con il mantello azzurro si chiama Clint Westwood, giusto per fare due esempi.

Dato che io non mi ricordavo dell'esistenza della pera nashi, ho passato parte dei 15 minuti di cui sopra a cercare di capire perchè ci fosse una mela verde in testa all'orso (-_-;)

Alla prossima
emi

2011/04/24

La scena musicale underground di Osaka: DODDODO

Lo so, è passato fin troppo tempo da quando ho iniziato a descrivere qui la scena musicale underground di Osaka... nel frattempo abbiamo ampliato un po' le nostre conoscenze in merito, quindi cercherò di sintetizzare le nuove esperienze in un breve post!

Dopo la nostra prima esperienza in una live house giapponese lo scorso gennaio, che ci lasciò piacevolmente sorpresi, abbiamo iniziato a frequentare abitualmente questo tipo di locali. Non avendo altre conoscenze di band emergenti giapponesi, e dato l'impressionante numero delle stesse, abbiamo deciso di seguire le due che ci erano piaciute di più (うさぎさんの片耳ちょんぎったろか e nayuta), in modo da avere la duplice opportunità di rivedere loro e di ascoltare nuovi gruppi. In effetti questa strategia ha dato i suoi frutti, infatti ormai siamo diventati amici dei nostri due gruppi preferiti (il numero di fan presenti è sempre molto limitato, e due stranieri spiccano!) e abbiamo visto un discreto numero di altre band (ogni volta ne suonano circa 4 o 5). Bisogna dire che la prima volta siamo stati molto fortunati, avendo già trovato due o tre band molto interessanti, infatti con le successive sei visite a live house ad Osaka e dintorni abbiamo trovato solo tre o quattro nuovi nomi che ci piacerebbe seguire... ma d'altra parte, è sempre più di quello che si trovava in Italia ai tempi in cui ero coinvolto in ambiti musicali (magari oggi è diverso, ma dubito che lo sia in meglio), senza contare che la qualità e la creatività della musica qui è senza dubbio superiore.

Inizialmente avevo intenzione di parlare di tre nuove band, ma vedendo che la descrizione della prima da sola stava già vanificando la definizione di "breve" per questo post, ho deciso di descrivere solo lei. Sì, "lei", in quanto la band in verità è una "one-man band", o forse sarebbe meglio definirla una "one-girl band": il suo nome è DODDODO.

(Origine: doddodo.dokkoisho.com)

DODDODO è una minuta ragazza di Osaka che dal mio punto di vista meriterebbe di essere conosciuta in ambito internazionale (più di quanto non lo sia già) in quanto non è solo una musicista, ma un'artista alternativa difficilmente paragonabile ad altri o incasellabile in categorie conosciute. DODDODO, armata solo di un paio di campionatori, si esibisce in performance live uniche che ipnotizzano e fanno muovere il pubblico, esplorando nuove frontiere musicali (cosa non semplice: ne sono rimaste ben poche inesplorate) e scoprendo uno strano ordine all'interno del caos sonoro generato dai suoi strumenti.

Foto scattata durante la performance alla quale abbiamo assistito a Kobe

L'arte musicale di DODDODO non è semplice, e mi rendo conto che molti stenterebbero a definirla "musica". Ma lasciatemi dire che, ascoltando DODDODO, non bisogna sperare di trovare quegli elementi rassicuranti che ci permettono di distinguere la musica dal rumore, la melodia dal caos, così come non si possono riconoscere facilmente rappresentazioni della realtà guardando un quadro di Mirò: bisogna semplicemente guardarlo con altri occhi.


Ho cercato a lungo qualche video che rendesse l'idea di ciò a cui abbiamo assistito durante il suo live (l'unico video che abbiamo provato a fare con la fotocamera si sente molto male), ma non è così semplice. Innanzitutto, sembra che le sue performance siano spesso molto diverse fra loro e inoltre i pochi video che avrebbero potuto rappresentare bene un live simile a quello che ci è piaciuto tanto si sentono peggio del nostro. A quanto pare le frequenze estreme prodotte dai suoi campionatori, unite agli impianti audio delle live house (spesso sovradimensionati rispetto alle piccole stanze dove si svolgono i concerti) sono troppo per i microfoni delle normali fotocamere digitali!

In ogni caso, per avere almeno un'idea di cosa sia la musica di DODDODO, potete vedere questo video, di uno dei suoi pezzi più orecchiabili: 猫がニャ~て、犬がワンッ! (che significa una cosa tipo "il gatto fa miao, il cane fa bau!").

Alcuni frammenti live che si sentono abbastanza "bene": 1 2 3 4.

Ege

P.S. il 4 maggio abbiamo in programma di andare al nostro primo festival di band indipendenti giapponesi, il COMIN'KOBE11. Mega-organizzazione, mega-sponsor, 14 palchi su cui si alternano moltissime band dalla mattina alla sera e biglietto gratuito :)

2011/04/02

Altre letture importanti

Altre letture importanti che consigliamo, ancora una volta, a chiunque voglia indagare più a fondo sul rapporto tra i media occidentali (soprattutto italiani) e la tragedia seguita al terremoto dell'11 Marzo (questa volta tratte da nicolaingiappone - grande Nicola!):

Apriamo gli occhi, prima parte. "L'ha detto il televisore": la catastrofe vista dalla stampa

Apriamo gli occhi, seconda parte. La verità sull'emergenza umanitaria nel Tōhoku e sullo stato degli aiuti

Apriamo gli occhi, terza parte. "Apocalisse"

Apriamo gli occhi, quarta parte. Mythbusters - Miti Da Sfatare, prima puntata: "Tsunami a Tokyo?"

In particolare il secondo post è da leggere assolutamente per rendersi conto di quante e quali nazioni hanno dato il loro supporto al Giappone (e soprattutto di quali non l'hanno fatto... no comment).

Ege

2011/03/22

Emozioni

Ascoltando la recente puntata di Melog 2.0 sul Giappone (che potete ascoltare qui) sono venuto a conoscenza di questo bel blog di Flavio Parisi, italiano a Tokyo: Pesceriso

Ha scritto molto dal giorno del terremoto. Dato che mi ha emozionato per cio' che scrive e, soprattutto, per come lo scrive, consiglierei a chi fosse interessato di leggere tutti i suoi post a partire da questo e venendo via via verso i più recenti (cliccate sul titolo di destra appena sotto il riepilogo del numero di commenti per leggere il post successivo)

Ho anche fatto una selezione dei post che mi sono piaciuti di piu', inclusi quelli che confermano ulteriormente (se ce ne fosse ancora bisogno) la differenza tra Italia e Giappone in merito al disastro e alla diffusione di notizie. Lo so, sono tanti... vi ho detto che mi e' piaciuto ;)

Emozioni
Ohayou san
Qui non scrivete commenti polemici senò non ne usciamo più
L'umanesimo
Guadagnati nuovi lettori? bene
Ascolta i cretini?
Lamentarsi
Ironia
綾さん
Come dice Hillmann

Ege

P.S. stavo per commentare l'ennesimo articolo catastrofista, ma vedo che ci ha gia' pensato albino (fa piacere vedere questi sforzi in comune per riportare la visione italiana del Giappone entro termini reali!)